Terapia di informazione biofisica: un’altra realtà che più passa il tempo e più mi sorprende. Per me che con la fisica ho sempre fatto a pugni, di cui non vedevo come potesse aiutarmi nella mia vita quotidiana. Mi domandavo ma a che mi serve? Perché passare ore e ore davanti a rette, vettori, forze ecc.?

Ed ecco che invece come per incanto molti anni fa mi travolge la Fisica Quantistica. Quindi, inizio a lavorare con apparecchiature di terapia biofisica d’informazione senza capire effettivamente cosa stessi facendo, ma i risultati erano eccezionali. Allora spinta da passione e curiosità ho iniziato a seguire il grande Prof Emilio Del Giudice.

Fantastica la semplicità con cui spiega cose per me irraggiungibili. Ed ecco il miracolo: capisco!!!

I miei neuroni riescono a districarsi e a capire finalmente la grande portata di ciò che davvero stavo facendo. Frequenze, onde, risonanza: erano poi anche i concetti che spiegano finalmente come funziona l’omeopatia. Quindi mi sono trovata finalmente a casa!

Collaborazioni e percorso di crescita

Da qui è stato un crescendo di studio ma anche di applicazione clinica e poi di conoscenza di tante fantastiche persone come il dottor Alberto Foletti, il dottor Paolo Baron fino al super dottor Gerald Pollack. Ho avuto l’onore di aver collaborato proprio con il dottor Alberto Foletti per alcuni anni. Grazie a lui ho potuto partecipare come relatrice ad un convegno a Lugano sulla Terapia Biofisica.

Da allora non ho mai lasciato questa ulteriore possibilità terapeutica che sorprende sempre di più.

Qui oggi vi riporto un articolo per iniziare a parlarne insieme su quali possono essere le applicazioni. Credetemi infinite e davvero per tutti. E’ infatti una terapia che applico anche su animali e piante. Avrò modo di raccontarvela strada facendo.

Review Electromagn Biol Med. 2017;36(3):289-294. doi: 10.1080/15368378.2017.1347882.Epub 2017 Jul 13.

Electromagnetic information transfer through aqueous system

Alberto Foletti 1 2Mario Ledda 2Maria Grazia Lolli 2Settimio Grimaldi 2Antonella Lisi 2

“Diversi effetti benefici del trasferimento di informazioni elettromagnetiche attraverso la procedura del sistema acquoso (EMITTAS) sono stati precedentemente riportati in vitro. Anche il potenziale clinico di questa procedura ha iniziato a essere valutato. Il flusso di informazioni nei sistemi biologici può essere studiato attraverso approcci chimici e molecolari o mediante un approccio biofisico focalizzato sulle attività elettrodinamiche endogene.

I segnali elettromagnetici sono generati in modo endogeno a diversi livelli dell’organizzazione biologica e, probabilmente, svolgono un ruolo attivo nella sincronizzazione della funzione cellulare interna o della risposta adattativa locale/sistemica. Di conseguenza, ogni risposta adattativa può essere descritta dal suo specifico pattern elettromagnetico e, quindi, è correlata con una firma elettromagnetica unica e specifica.

Terapia d’informazione biofisica … continua l’articolo:

Una procedura biofisica che integra in modo sincrono la procedura EMITTAS è già stata applicata per il trattamento del dolore articolare, lombalgia, dolore al collo e mobilità, asimmetria fluttuante, malattia renale cronica allo stadio iniziale, infezioni ginecologiche refrattarie, disturbi minori di ansia e depressione. Questa strategia clinica prevede un unico trattamento, poiché la procedura EMITTAS consente al paziente di continuare il proprio trattamento personale a casa mediante l’autosomministrazione del sistema acquoso registrato. È stato riportato un miglioramento significativo e duraturo, che mostra un potenziale uso benefico di questa procedura biofisica nella gestione delle malattie comuni in modo efficiente, efficace e personalizzato.

EMITTAS: terapia d’informazione biofisica

I dati provenienti da studi recenti suggeriscono che i sistemi acquosi possono svolgere un ruolo chiave nel fornire la base per la registrazione, l’archiviazione, il trasferimento e il recupero di quanti clinicamente efficaci di informazioni biologiche. Queste caratteristiche probabilmente consentono di innescare l’autoregolazione locale e sistemica e il potenziale di autorigenerazione dell’organismo.”

Seguiranno altri articoli sulla terapia d’informazione biofisica. Non perdeteli!