Lezione magistrale online e in presenza

Curatrici, curandere e le loro storie: da Hildegarda a Caterina Sforza

La storia, la curiosità ed i mille segreti della Medicina Naturale attraverso i secoli.

Il futuro deve sempre affondare radici solide nella sapienza del passato.

Docente: Dr. Caterina Brazzi
Sabato 7 Maggio ore 10,00. Durata 3 ore.
presso Aula Scuola di naturopatia Evoluta Matrioska, via Vincenzo Bona 133 – 00156 Roma.
Si ringrazia l’Associazione Mahila per la collaborazione.

Costo del Seminario: 30 euro
Per partecipare scrivere a: amm.matrioska@gmail.com
Tel 3515409709 Sito: www.naturopatiamatrioska.com

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Introduzione

Nella storia della medicina molte sono le figure femminili da riscoprire. Nel seminario ci occuperemo in particolar modo di tre icone del passato: Hildegarda di Bingen, Trotula de Ruggiero e Caterina Sforza.

La prima, Hildegarda di Bingen, santa e mistica, scrisse una sorta di prima enciclopedia delle scienze naturali, intuendo prima degli altri il sottile rapporto tra teoria eliocentrica e flussi del sistema sanguigno. Parleremo dello stretto e complesso rapporto tra fede e scienza, intuendo forse che dove si trova il genio le due questioni non sono contrapposte come si stigmatizza nel nostro oggi.

Trotula de Ruggiero è invece il nome di punta della Scuola Medica Salernitana, istituzione fondamentale per la storia non solo medica. Attraverso i suoi insegnamenti parleremo dei rudimenti di ostetricia e ginecologia da lei lasciati per iscritto, stupendoci della modernità di alcune scoperte, ma anche del fatto che una donna, nell’XI secolo, potesse essere non solo erudita, ma praticare la professione.

Caterina Sforza è invece un’amazzone del Rinascimento. Saggia, combattente e autrice di un codice di cosmesi, chimica e medicina tutto da scoprire. Di lei si è scritto tutto e il suo contrario. La guarderemo da vicino, con gli occhi dei pittori che l’hanno conosciuta, scorgendola nei suoi laboratori zeppi di alambicchi in cui faceva stufare le foglie raccolte nell’orto dei semplici. Per scoprire anche noi che c’è ancora un filo rosso che unisce la storia erboristica dal passato ai giorni nostri.